Associazione Distributori e Noleggiatori di Beni Strumentali

Intervista di Assodimi al Presidente di Ance Grabriele Buia L'associazione ha sottoposto alcune domande al presidente Buia per capire come si muoverà l'associazione dei costruttori

Intervista di Assodimi al Presidente di Ance Grabriele Buia

  • 15/04/2020
L'associazione ha sottoposto alcune domande al presidente Buia per capire come si muoverà l'associazione dei costruttori

Lo tsunami del Covid-19 ha fortemente frenato il mondo delle costruzioni in tutte le sue forme, questo motore dell'economia quando potrebbe ripartire e come dovrebbe ripartire per essere nuovamente trainante?

L’emergenza Covid ha travolto il nostro settore che era già martoriato da una crisi lunga 11 anni. Uno stop che si è aggiunto, dunque, a una situazione di stallo cronico, dovuto anche a scarsa liquidità, pagamenti in ritardo della pubblica amministrazione, split payment.

E’ difficile calcolare l’impatto sul settore di questo gravissimo stop, tutto dipenderà dalla durata della chiusura dei cantieri. Quello che veramente mi preoccupa è che non ci sia una programmazione. Manca totalmente un’idea concreta di come possa ripartire un settore strategico come il nostro, che
con l’indotto rappresenta il 22% del Pil italiano e dà lavoro a 2 milioni di persone.

Se non riapriamo subito i cantieri sarà un disastro, rischiamo di pagare un prezzo sociale altissimo. La strada da seguire secondo noi è quella di un vero Piano Marshall per l’Italia. Che vuol dire un grande piano di risorse pubbliche immediatamente spendibili per opere pubbliche diffuse sul territorio e incentivi indispensabili per rilanciare il mercato privato che ha bisogno di fiducia. Dobbiamo sostenere famiglie e imprese affinché la domanda riparta in tempi brevi e di conseguenza tutto ilsettore dell’edilizia con la sua lunghissima filiera.

Il mondo delle costruzioni è uno dei pilastri dell'economia italiana che possiamo riassumere in 3 macroaree: grandi cantieri, costruzione del nuovo e rivalutazione o ristrutturazione. Anche se in valore assoluto meno importanti, gli ultimi due settori sono quelli che danno lavoro a tantissime aziende della filiera. Come possono essere incentivati tali settori?

L’edilizia privata rappresenta l’80% circa degli investimenti nel nostro settore. E’ lì che dobbiamo intervenire rapidamente, oltre che nel mercato pubblico,
anticongiunturale per eccellenza.

L’Italia ha bisogno di una forte azione di riqualificazione e rigenerazione del patrimonio edilizio e delle aree urbane. Per
raggiungere questo obiettivo occorrono prima di tutto ridare fiducia alle famiglie e agli investitori.

Occorre sostenere dunque la domanda con incentivi economici e fiscali di ampio respiro e poi norme e procedure flessibili, eliminando vincoli e balzelli pensati per un’altra epoca e che, ora più che mai, non sono adeguati alle esigenze della società.

Come noleggiatori professionisti di beni strumentali siamo orientati da sempre per nostra natura alla sostenibilità ambientale, l'economia circolare e l'innovazione. Come nel vostro settore spesso è difficile far prevalere l'eccellenza e la qualità dei servizi rispetto a società improvvisate. Dal suo punto di vista come possiamo far prevalere la qualità lavorativa e l'innovazione in tutta la filiera per una vera ripartenza del comparto?

L'Ance sta intensificando da tempo il suo impegno per promuovere una cultura del costruire sostenibile presso le imprese del settore. Noi imprenditori dell’edilizia e della lunga filiera delle costruzioni possiamo e dobbiamo essere gli attori del cambiamento. Senza sostenibilità non c’è futuro per le nostre città, per i nostri territori, per il Paese.

Agire per la sostenibilità significa rispondere alle esigenze delle persone, al loro bisogno di sicurezza, socialità, benessere, fiducia, lavoro. Pensiamo
alla riduzione delle emissioni Co2, al risparmio energetico, all’economia circolare, alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente. Tutte azioni che coinvolgono le costruzioni in prima persona e che devono rappresentare un impegno prioritario per un mercato fatto da imprese di qualità e non scatole vuote. E’ una necessità avvertita tanto nel pubblico che nel mercato privato. Mai come adesso dobbiamo tenere la barra dritta ed essere emblema di una cultura imprenditoriale improntata al rispetto delle regole e della trasparenza e a processi virtuosi fondati su qualità, professionalità e innovazione.

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